Via de la Plata

viadelaplata

 

 

Almendralejo e Ceprano hanno in comune le vie della fede:

viadellaplata

per Almendralejo  passa la Via de la Plata, che da Siviglia conduce a Santiago di Compostela in direzione da sud a nord della penisola iberica

via francigena

mentre per Ceprano passa la Via Francigena del Sud (nome d'invenzione moderna) che, seguendo in massima parte i tracciati delle antiche Vie Latina ed Appia Traianea,  da Roma porta a Brindisi, in direzione da ovest ad est  della penisola italiana, verso gli antichi imbarchi da e per Gerusalemme.

Ambedue le strade hanno origini remote e si fanno risalire alle grandi strade dell'Impero Romano.

I romani, per consolidare, gestire e difendere il loro dominio sulla penisola iberica e sviluppare convenientemente l’economia costruirono due grandi strade, che si sovrapposero all’esistente rete di percorsi locali.

Le due grandi strade erano la Via Augusta (che collegava i Pirenei con Cadice) e la Via ab Emerita Asturicam che da Emerita (l’attuale Merida, fondata nel 25 a.C.) raggiungeva Asturica (l’attuale Astorga) e quindi collegava il sud con il nord della Spagna.
Secondo le norme costruttive romane, disciplinate con precise normative, ad ogni miglio romano di strada (m. 1478,50) era posta, sul ciglio stradale, una colonna di pietra alta circa m 1,50, con base cubica interrata, progressivamente numerata (miliario). Era anche indicato l’imperatore che aveva fatto costruire quel tratto di strada. Sulla ruta si trovano ancora molti degli originari miliari.
A distanza di 20/25 miglia romane (30/35 km, corrispondenti grosso modo ad una tappa giornaliera) vennero costruite le mansiones, stazioni di tappa per l ’accoglienza, il riposo ed il pernottamento dei viaggiatori e degli animali da trasporto, fornite dei necessari servizi. Attorno a queste mansiones si svilupparono spesso paesi e città.

Naturalmente fu necessaria la costruzione di ponti: rimangono ancora oggi i ponti romani a Merida, Salamanca, Valdesalor.
Nei secoli la Via ab Emerita Asturicam venne denominata Ruta de la Plata: il nome deriva probabilmente dalla parola araba balath (pavimento in pietra), poi inglobata nell’idioma castigliano nel termine blata.
La via fu realizzata con le avanzate tecniche costruttive utilizzate dai romani e rimase praticabile anche dopo la fine dell’impero romano. Fu quindi utilizzata e mantenuta dagli arabi e ancora nel periodo successivo alla riconquista definitiva (1492).

La Ruta è sempre stata strettamente legata alla storia della Spagna.
Oltre che dalle legioni romane fu utilizzata dalle popolazioni barbariche del nord che invasero a più riprese le terre del sud Europa, vide l’espansione del dominio arabo sulla Spagna e la progressiva reconquista dei re cattolici; vide gli ebrei migrare per sfuggire alle persecuzioni dei cattolicissimi e intransigenti re spagnoli; permise i pellegrinaggi a Santiago delle popolazioni del sud.
Ancora all’inizio del XIX secolo la Ruta de la Plata era ancora pressoché integra. Successivamente è stata via via sostituita da più moderne strade che, in gran parte, hanno comunque ricalcato l’antico tracciato. 

a.c.

Riferimenti: dal sito "pellegrinando.it"

Ultima modifica:

23/06/2019

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