Un gemellaggio unico per diverse ragioni. 

La prima, ovviamente, perché a Ceprano non era mai accaduto in passato. Noi con caparbietà ci siamo riusciti dopo un lungo percorso durato due anni. Ma non siamo rimasti soli in questa traversata. Molte persone ci sono state vicine consapevoli dell'importanza dell'evento. Lo hanno fatto in diversi modi. Chi ha ospitato la delegazione con passione e cordialità. Chi si è messo a disposizione per la riuscita delle varie fasi dell'evento. Su tutti, volevo ringraziare Andrea D'Amico, appassionato sostenitore dalla prima ora del gemellaggio. Un motorino umile e instancabile, capace di risolvere tanti piccoli e meno piccoli problemi. Chiarisco subito che la politica non c'entra, il mio ringraziamento va alla persona che ha svolto un ruolo insostituibile, aiutandoci, con la sua disponibilità, a oltrepassare limiti che altrimenti sarebbero stati invalicabili.

Poi volevo ringraziare commercianti, artigiani, imprenditori che, coscienti dell'importanza straordinaria del gemellaggio, ci hanno aiutato sponsorizzando un evento il cui fine era ed è far crescere la città. Ciò ha consentito di organizzare il tutto, in un momento di grave difficoltà economica del comune, senza che l'Ente spendesse un centesimo. Un altro segnale di attenzione alla gestione economica, in un contesto difficile che ha costretto l'amministrazione a deliberare la procedura di riequilibrio. Sono contento che la nostra comunità si sia mobilitata in questa occasione. Dimostra la volontà di crescere, di superare un immobilismo che rischiava di isolare la nostra città.

È stato emozionante vedere tutti insieme autorità provinciali civili e militari, rappresentanti della Regione, associazioni e organizzazioni territoriali, tanti, tantissimi sindaci con le loro fasce tricolori e moltissimi cittadini assiepati nella piazza principale di Ceprano per assistere alla firma del "Patto" tra la nostra comunità e Almendralejo. Oltre ogni strumentale e inutile polemica Ceprano cambia e cresce; questa è la strada che continueremo a perseguire.

Fare bene, per non rimanere indietro.

Marco Galli

Ultima modifica:

02/08/2017

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