La Festa delle Candele, 1-2-3 di febbraio

 

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Un vaso di gigli, scolpito in un contrafforte dell’abside della chiesa della Purificazione, ricorda agli
almendralejensi la vocazione mariana di questo edificio, che più di cinquecento anni fa si chiamava Nostra Signora della Candelaria; il nome deriva da una primitiva tradizione cristiana, che consisteva nel benedire alcune candele che i fedeli portavano in processione all'interno e fuori del tempio. Con questo rituale la Chiesa ricordava Gesù come vera e unica luce nel mondo.
L'inverno sta finendo e c'è un nuovo raccolto; si sente quando la natura, che è stata quasi paralizzata dalle gelate, torna in vita: è tempo di bruciare il vecchio e far sorgere il nuovo dalle sue radici. Per questo la Chiesa ha cristianizzato alcune feste pagane di esaltazione del fuoco, usandolo come simbolo purificatore.
Non sappiamo come ad Almendralejo sia pervenuta questa tradizione delle candele, questo rituale del fuoco che nella notte del primo giorno di febbraio vuole liberare di tutti mali dell’anno passato, in modo che possa essere trasformato in speranze.
Prima erano i vecchi mobili che i vicini ammucchiavano nelle strade per bruciarli e mettere poi le braci dentro i loro bracieri; oggi sono simboleggiati in un fantoccio ("il pantaruja ") tutti i mali che hanno afflitto le persone, che poi onorano la festa con i primi vini dell'anno e con i prodotti di questa terra. In tutti i casi, si sta tutti insieme intorno al fuoco.

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Due date da ricordare: la più antica cronaca di questo festività, risalente al 1897, e la sua dichiarazione, nel 1991, come Festival di Interesse Turistico dell'Estremadura, grazie all'impegno del consiglio comunale e del centro iniziative turistiche, che ha rivitalizzato la festa a partire dagli anni settanta.
La Candelaria è considerata una festa dedicata a Gesù, la Presentazione, ed una festa dedicata alla Vergine, la Purificazione. Il 2 febbraio si svolge la presentazione dei bambini nati nell'ultimo anno al parroco, che benedice i bambini e i loro genitori.
Luce e fuoco sono di nuovo presenti nella processione in Almendralejo almeno dal XVI secolo, con le offerte di candele e torte.
"Nel venire, San Blas metti il pane e il vino nella bisaccia, che durante il giorno non ti manchino ": i giorni sono più lunghi, così dice il proverbio che raccomanda di non uscire in campo senza cibo, perchè si tornerà più tardi.
Dal XVII secolo è venerato nell'eremo di La Piedad l’immagine di San Blas. Già alla fine del 19° secolo, la stampa locale sottolinea l 'antichità della tradizione di andare in campagna al terzo giorno di febbraio, a "mangiare le prime salsicce di macellazione ": ancora una volta la convivenza intorno alla gastronomia.
La festa dura ben tre giorni, dall’1 al 3 di febbraio, con moltissimi eventi tradizionali.

a.c.

Riferimenti
Francisco Zarandieta Arenas - Cronista ufficiale di Almendralejo 

Ultima modifica:

31/01/2018

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