Il santuario di Esculapio

Nel precedente articolo, dedicato agli ex-voto provenienti dall’area di scavo del santuario di Esculapio, abbiamo descritto gli usi e gli scopi di queste offerte. Oggi, sempre in compagnia del Dott. Pier Giorgio Monti, entriamo nella storia dell’edificio, a metà strada tra luogo di culto ed ospedale, e scopriremo che l’isola greca di Kos nel Dodecaneso, luogo di nascita di Ippocrate, custodisce il suo santuario di Esculapio (Asklepieion), modello di quello di Fregellae.

a.c.


Il santuario di Esculapio a Fregellae 

Ubicato quasi sicuramente in posizione esterna o periferica rispetto alla città, la divinità cui il santuario era dedicato è stata individuata grazie all'iscrizione presente sui resti dell'altare rinvenuto nei primi anni di indagine. Si tratta di Esculapio, dio della medicina, noto in Grecia con il nome di Asclepio. Il santuario si inserisce con la sua struttura monumentale in un sito già precedentemente sede di un culto di divinità salutari, di cui sul terreno non si conservano tracce. La sua esistenza è provata solo dal rinvenimento di un ingente quantitativo di terrecotte votive, databili fin dai primi decenni della fondazione della colonia di Fregellae, circa un secolo e mezzo prima della costruzione del santuario. Questo era costituito da un complesso a terrazze di notevole effetto scenografico, collocato su una collina distaccata dal pianoro di Opri dove si estendeva la città. Tale soluzione spaziale, tipicamente ellenistica, trova in Italia centrale numerosi confronti. L'esistenza di terrazzamenti, richiesti anche dalla natura franosa del terreno, è testimoniata da un lungo tratto di muro in opera quadrata scoperto ai piedi della collina. Il santuario consisteva in un grande porticato a tre bracci di stile dorico (erroneamente realizzato in stile ionico nel modello esposto nella prima sala del museo), aperto verso la città dalla quale doveva essere visibile, con al centro il tempio.

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(foto del modello conservato presso il MAF di Ceprano)

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Di quest'ultimo si conservano purtroppo solo le fondamenta dei muri laterali, che permettono di rilevare l'assialità del tempio rispetto al portico circostante. All'esterno del tempio, sul lato destro, era incassato un thesaurus, cioè un piccolo pozzetto in blocchi di pietra sovrastato da una copertura emisferica, utilizzato come contenitore di offerte monetali, secondo un uso noto sia in Grecia come in ambiente romano. I modelli degli edifici a terrazze, di cui il complesso fregellano costituisce uno dei primi esempi in Italia, databile alla metà circa del II secolo a.C., vanno ricercati nelle esperienze architettoniche di poco più antiche dell'Egeo orientale. Tra le testimonianze più importanti e vicine all'edificio fregellano i santuari di Kos, Delos e Rodi. Il santuario di Kos in particolare, dedicato anch'esso ad Esculapio, potrebbe costituire il modello diretto del santuario di Fregellae.

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(nella foto la ricostruzione dell'Asklepieion dell'isola di Kos nel Dodecaneso)

I tre bracci del porticato erano utilizzati dai fedeli per passare la notte a contatto con la terra, sperando di ottenere in sogno la guarigione direttamente da Esculapio (rito dell'incubatio) oppure le cure a cui il fedele, al suo risveglio, doveva attenersi. Come in Grecia, il santuario svolgeva anche una funzione medico-cultuale, in pratica una sorta di ospedale, che doveva rivestire una funzione fondamentale nell'ambito di questa tipologia di santuari.


Dott. Pier Giorgio Monti


Nota:
Nelle foto del 1980, relative allo scavo del pavimento del porticato del santuario di Esculapio a Fregellae , si notano oltre i giovani archeologi al lavoro, il Prof.Filippo Coarelli, direttore degli scavi ed il Dott.Pier Giorgio Monti, futuro direttore scientifico del Museo Archeologico di Ceprano.

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Aldo Cagnacci

Staff Comunicazione

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Traduzione di Maria Grazia Nalli

The Sanctuary of Esculapio

The previous article was dedicated to the ex-votos brought to light from the excavation area of the sanctuary of Aesculapius, we described the uses and purposes of these offerings. Today, with the help of Dr. Pier Giorgio Monti, an archaeologist from Ceprano, we shall dive into the history of the Sanctuary, in-dividing it between a place of worship and that of a hospital, and we shall discover that the Greek island of Kos in the Dodecanese was the birth place of Hippocrates, guardian of its sanctuary of Aesculapius (Asklepieion), is the same model as the one in Fregellae.

The Sanctuary of Aesculapius in Fregellae

It was certainly located in an external or peripheral position compared to the city, the divinity to whom the sanctuary was dedicated was identified thanks to the inscription on what remained of the altar and found in the first years of research. It has to do with Aesculapius the god of medicine, known in Greece as Asclepius. The sanctuary with its monumental structure is part of a site which was previously a site of cult to salutary divinities, of which no traces are preserved on the ground. The proof of Its existence is proven by the discovery of a large quantity of terracotta votive offerings, dating back to the first decades of the foundation of Fregellae, considered about a century and a half before the construction of the sanctuary. This consisted of a complex of terraces with a remarkable scenographic effect, located on a hill and detached from the plateau of Opri where the city was expanding. This body-spatial solution, typically Hellenistic finds numerous comparisons in central Italy. The existence of terraces which were also necessary because of the landslide nature of the territory, is evidenced by a long stretch of square walls discovered at the foot of the hill. The sanctuary consisted of a large three-armed Doric arcade facing the city with the temple in the centre and was probably visible (the model found in the first room of the museum is erroneously made in the Ionic style).

Unfortunately, only the sidewalls were recuperated, which allowed to determine the axially of the temple compared to the surrounding portico. Externally, on the right side of the Sanctuary, there was a thesaurus, which is a small well made with stone blocks and surmounted by a hemispherical cover and was used as a container for gathering coin offerings, according to the customs both in Greece and in Roman circles. The models of terraced buildings, of which the complex in Fregellae is one of the first exemplars in Italy, can be datable around the middle of the 2nd century BC, and is to be found in the architectural experiences in later times of the eastern Aegean. The sanctuaries of Kos, Delos and Rhodes are amongst the most important and similar to the one in Fregellae. In particular, the sanctuary of Kos, which is also dedicated to Aesculapius, could be considered the exact model of the sanctuary of Fregellae.

(in the photo the reconstruction of the Asklepieion on the island of Kos in the Dodecanese)

In the three arms of the portico, the faithful used to spend the nights lying on the ground, hoping to dream the healing solution directly from Aesculapius (rite of the incubation) or the cure which once awaken, the faithful, would follow. As in Greece, the sanctuary also had a medical-cultural function, practically a sort of hospital, which played a fundamental role in this typology of the sanctuary.

The photos of 1980, refer to the excavation of the pavement of the portico of the sanctuary of Aesculapius in Fregellae, besides the young archaeologists at work, we can see Prof. Filippo Coarelli, director of the excavations and archaeologist Dr. Pier Giorgio Monti.

 

 

 

 

Ultima modifica:

18/11/2020

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