Ferdinando III il Santo, Re delle tre religioni

 

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   Almendralejo, proseguendo nella conoscenza della Parrocchia di Nostra Signora della Purificazione, percorriamo tutta la navata. Giunti sotto l’altare maggiore, sulla sinistra vediamo un grande dipinto murale che rappresenta la presa di Siviglia del Re Ferdinando III di Castiglia, detto il Santo e Re delle tre religioni. L'affresco è del pittore bergamasco Giovanni Gritti. 

   Alcune fonti indicano la nascita del futuro re a Paleas de Arriba, in un ostello fondato per aiutare i viandanti e pellegrini sulla Via de la Plata; si sposò con Elisabetta Hohenstaufen detta Beatrice di Svevia, e si dedicò per trenta anni alla Reconquista dei territori occupati dai musulmani e quindi Siviglia nel 1248 e poi tutta l'Andalusia. Muore a Siviglia nel 1252. Fu unificatore dei due regni di Castiglia e León , saggio amministratore del suo regno, cultore di arti e scienze e solerte nella diffusione della fede, promotore della restaurazione delle diocesi di Baeza-Jaén, Cordoba, Siviglia, Cartagena e Badajoz.

   Intransigente con gli eretici ma tollerante verso gli ebrei e sempre generoso e magnanimo verso i vinti, tanto che era noto come "re delle tre religioni, l'iscrizione sul suo sepolcro nella cattedrale di Siviglia è in quattro lingue, ebraico, arabo, latino e castigliano; nell'iconografia ufficiale, e nel nostro dipinto, viene raffigurato con la corona, lo scettro, il globo crucigero, ed una statuetta della Madonna che portava con sè nelle battaglie ed una chiave in mano in ricordo di quella consegnatagli dal re moro dopo la conquista di Siviglia.

   È stato beatificato da papa Alessandro VII nel 1655 e canonizzato da papa Clemente X nel 1671.

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   Entriamo nell'ampia navata della Parrocchia, e proprio di fronte all’altare maggiore, sul muro a sinistra, siamo colpiti dal grande affresco (40 mq) che rappresenta la Conquista di Siviglia del Re Ferdinando III di Castiglia.
   Osserviamo attentamente il dipinto ed entriamo nella scena.
   Il Re Santo, guidato dal suo Angelo Custode, presiede la grande cerimonia della resa della città di Siviglia (anno 1248), da parte degli arabi che, inginocchiati sulla destra, consegnano armi e scudi posandoli al suolo, ed offrono la chiave della città al Re di Castiglia e León. La bandiera con il castello e il leone, ed il grosso leone che vediamo a sinistra, non lasciano dubbi sui regni governati dal monarca. Il minareto della Giralda ed il fiume Guadalquivir sullo sfondo sono testimoni eccezionali dell’evento. Alla sinistra di San Ferdinando l’esercito vincitore, voltando le spalle alle tende dell’accampamento, con le lance oramai a riposo perché inutili dopo la battaglia, sembra rendere omaggio alla Vergine Maria delle Vittorie, la cui piccola statua posta sull’artistico cuscino accanto al globo terracqueo, è portata dalla figura che appare di spalle nell’affresco.
Il grande dipinto, datato 1948, porta la firma di un italiano, Gritti, di cui abbiamo scritto, coadiuvato da Ottavio Bernardi.

   San Nicola, che già conoscete, e San Ferdinando, sono la doppia protezione per i pellegrini che sostano ad Almendralejo, lungo il Cammino della Via de la Plata, direzione Santiago.

   Avremo modo di tornare sul grande lavoro dei pittori italiani Nembrini, Gritti e Bernardi, in particolare sugli affreschi parietali e sul grandioso ciclo pittorico delle volte della chiesa parrocchiale, che non a caso viene ricordata come  "pequeña Capilla Sixtina" (piccola Cappella Sistina). 

 a.c.

 

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Ultima modifica:

27/01/2019

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