Le ceramiche fregellane

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Il pianoro di Opri (Ceprano), dove sorgeva Fregellae, ha restituito nel corso di decenni, soprattutto dopo ogni aratura, un gran numero di frammenti di ceramica a vernice nera. Nonostante questa continuo rimaneggiamento del terreno, e la conseguente perdita delle caratteristiche tipologiche ed estetiche delle ceramiche, i ritrovamenti hanno contribuito alla ricostruzione della storia dell’antica civiltà e soprattutto della vita quotidiana a Fregellae.
Pier Giorgio Monti ci descrive questo particolare settore del Museo Archeologico di Ceprano.

a.c.

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La ceramica a vernice nera di Fregellae

Nella quarta sala del Museo Archeologico di Fregellae “Amedeo Maiuri”, a Ceprano, è visibile una teca contenente vari esempi di oggetti in terracotta dal caratteristico colore nero. Tali oggetti appartengono alla categoria della “ceramica a vernice nera”, conosciuta anche come “ceramica campana”. Si tratta di produzioni eseguite al tornio realizzate tra il IV e il I secolo a.C. in tutto il bacino mediterraneo, specialmente in Italia. Precedentemente al IV secolo le forme ceramiche erano perlopiù ispirate a modelli greco-attici ad iniziare dal VI secolo a.C. Il primo periodo di produzione di questo tipo di ceramica (IV-III secolo a.C.) vede la realizzazione di prodotti di ottima qualità tecnica mentre nel secondo periodo (II-I secolo a.C.) si assiste ad un generale scadimento della qualità a favore di una impressionante diffusione in tutto il mondo romano. A Fregellae la presenza di questo tipo di ceramica è estremamente abbondante. Vi si trovano essenzialmente due tipi: uno di fattura molto scadente, fabbricato in città, destinato al mercato locale ed un altro più accurato diffuso prevalentemente nel Lazio meridionale e nella Campania settentrionale.
Tra i frammenti di ceramica a vernice nera rinvenuti a Fregellae va segnalato un discreto numero di esemplari di sicura provenienza romana, riferibili all’Atelier des petites estampilles, una officina di ceramica situata nei dintorni di Roma e attiva tra il 305 ed il 265 a.C. La forma più caratteristica e diffusa di questa officina è la coppa priva di anse che reca in genere nel fondo interno quattro piccoli timbri a rilievo disposti secondo assi paralleli. Invece delle quattro piccole stampigliature si può trovare anche un solo timbro centrale raffigurante una rosetta, una palmetta o, raramente, un delfino o una mano aperta.
Gli studi delle numerose forme della ceramica a vernice nera sono stati condotti da molti studiosi, il principale di questi è stato indubbiamente il prof. Jean-Paul Morel, al quale si deve, tra l’altro, l’individuazione della produzione dell’Atelier sopra citato.
Va tuttavia ricordato anche il contributo di uno studioso cepranese, il prof. Paolo Malandrino, che nel 1991 pubblicò una attenta e circostanziata analisi dei frammenti di ceramica a vernice nera da lui rinvenuti sull’altopiano di Fregellae.

Pier Giorgio Monti

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The pottery in Fregellae

Fregellae once stood over the plateau of Opri (Ceprano), over the decades especially after plowing a great number of black-painted pottery fragments arise from the soil. Despite this continuous movement of the land, and the consequent loss of the typological and aesthetic characteristics of the pottery, the findings have given a great contribution in elaborating the history of the ancient civilization and above all of the daily life of Fregellae.

Pier Giorgio Monti gives us a description of this particular section of the Archaeological Museum of Ceprano.

a.c.

 

Fregellae's black –painted pottery

In the fourth room of the Archaeological Museum of Fregellae “Amedeo Maiuri”, in Ceprano, there is a display case containing various examples of terracotta items with a characteristic black color. These items belong to the category of “black –painted pottery”, also known as “bell pottery”. These were produced on the pottery wheel made between the 4th and 1st century BC. throughout the Mediterranean basin, especially in Italy. Prior to the 4th century, the pottery shapes were mostly inspired to the Greek-Attic models starting from the 6th century BC. The first period of production of this type of pottery (IV-III century BC) made the creation of excellent technical quality products while in the second period (II-I century BC) there was a general decline of the quality because of a large distribution throughout the Roman world. The presence of this type of pottery in Fregellae is extremely abundant. There are essentially two types: one is very poor workmanship, produced in the city, intended for the local market and another which was more accurate, was mainly found in southern Lazio and northern Campania.

Amongst the fragments of black-painted pottery found in Fregellae, a fair number of specimens certain to be Roman origin are present, referable to the Atelier des petites estampilles, a pottery workshop located near Rome and active between 305 and 265 BC. The most characteristic and common item of this workshop is the cup without handles which generally bears four small embossed stamps inside arranged along parallel axes. Instead of the four small stamps you can also find a single central stamp depicting a rosette, a palmette or, rarely, a dolphin or an open hand.

There have been many researchers have studied the numerous forms of black painted ceramics, the main one was undoubtedly prof. Jean-Paul Morel, to whom we owe, amongst other, the identification of the aforementioned Atelier production.

However, it should be mentioned that the contribution of a Cepranese researcher, prof. Paolo Malandrino, who in 1991 published a detailed and accurate analysis of the fragments of black-painted pottery found on the Fregellae plateau.

Pier Giorgio Monti

(traduzione di Maria Grazia Nalli)

 

Ultima modifica:

15/01/2021

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