LA PICCOLA SISTINA DI ESTREMADURA
Parte terza: il ciclo di affreschi della volta


Dopo la sorpresa dell’incontro con l’immagine di Pio IX (parte seconda), è il momento di trattare l’impressionante ciclo di affreschi che copre tutta la volta della Chiesa di Nostra Signora della Purificazione, dal coro, dove si trova il grande organo, fino all’altare maggiore.
Leggiamo che lo spazio coperto da pitture murali in questa chiesa è il più esteso di tutta la Spagna; in effetti non c’è un centimetro quadrato senza figure o decorazioni.
Limiteremo il racconto ai cinque dipinti racchiusi dentro i tondi che scandiscono la linea centrale della volta e che rappresentano momenti della vita di Gesù: la nascita, la presentazione nel Tempio, la resurrezione di Lazzaro, la consegna delle chiavi del cielo a Pietro, la resurrezione.


Era il mese di ottobre del 1948, quando i pittori Gritti e Bernardi arrivarono, per la seconda volta, ad Almendralejo, accompagnati dal pittore Emilio Nembrini, per il quale era la prima nella capitale della Tierra de Barros.
La Cassa Rurale di Almendralejo, che aveva finanziato il grande organo, chiedeva che tutto il contorno del grande strumento musicale fosse decorato dai pittori italiani, per cui Nembrini assunse la direzione e l’incarico della pittura figurativa, mentre Gritti quello della pittura decorativa.

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Sulla volta che sovrasta l’organo, tra i due archi principali, campeggia dunque il primo affresco del ciclo, la scena della nascita di Gesù, dipinto in un grande tondo circoscritto da cornici e da lesene puramente decorative; tutta questa architettura, che vale per l’intera volta ad eccezione degli archi principali e delle lunette, è fittizia ed è frutto del buon lavoro decorativo del pittore Giovanni Gritti.

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Entrando nel dipinto, vediamo che la disposizione della scena della nascita è straordinariamente ben trattata. Maria fa da trono al Bambino che, tra le sue braccia, emana una particolare luce che illumina tutta la scena. Giuseppe si pone subordinato e discreto, ma con il gesto del braccio aperto sulla sua famiglia indica la volontà di proteggere le persone che Dio ha consegnato alla sua custodia.
I tre pastori inginocchiati adorano Gesù ed offrono doni, tra cui risalta il bianco delle uova nella cesta. La donna ci guarda e ci indica Gesù con la mano sinistra, come ad invitarci a passare da semplici spettatori ad attori dell’evento, e dunque ad entrare nel mistero.

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Mentre per vedere il primo affresco abbiamo girato le spalle all’altare maggiore, ora voltiamoci verso di esso ed ammiriamo l’intera navata e, soprattutto, l’intera volta.

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Il secondo dipinto, in cui stiamo per entrare, riguarda la presentazione di Gesù nel Tempio e la Purificazione di Maria. Di nuovo Gesù è il protagonista centrale, nelle braccia di Maria in atteggiamento offerente, mentre il Sommo Sacerdote, con l’anziano Simeone di spalle e la Profetessa Anna con le Letture, si dispone a ricevere il Bambino. Giuseppe, con l’offerta dei colombi, si appresta a riprendere Gesù al termine della cerimonia.
Ma chi è la terza donna non contemplata nella scena narrata nel Vangelo di San Luca? Nembrini ha narrato sin qui la scena storica, ma c’è una lettura teologica e spirituale nei Vangeli, che il pittore non ha voluto celare a noi spettatori: Maria è anche la Chiesa Universale, rappresentata dalla donna con il mantello verde, che sta apprendendo che la Madre offre Gesù, ma anche se stessa a tutti i membri della Chiesa; ciò che Ella fu e che visse, deve esserlo e viverlo la Chiesa stessa.
Quanto si può apprendere da un quadro! Non dimentichiamo che nelle chiese gli affreschi ed i quadri sono sempre stati i “media”, i “libri dei poveri”, che servivano ai predicatori per evangelizzare quanti non potevano accedere alla cultura.

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Proseguendo il percorso visuale entriamo nel terzo affresco, dove troviamo la rappresentazione della resurrezione di Lazzaro: davanti al gesto imperativo di Gesù, più con la mano che con le labbra, il defunto redivivo deve alzarsi, sforzandosi con le braccia per liberarsi dalle fasciature funerarie. Una scena istantanea che ben rappresenta la frase evangelica: “Lazzaro, esci fuori”, mentre le sorelle ed un’amica dell’ex-defunto non possono celare sorpresa ed allegria per l’evento; in particolare vediamo come Marta, inginocchiata, apra le braccia gridando al miracolo, quasi volendo abbracciare subito il fratello.
Il paesaggio dietro le figure è scuro e plumbeo, ma fa intravedere un triangolo di luce, speranza di nuova vita.

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La consegna delle chiavi del cielo a Pietro è rappresentata nel quarto affresco, dipinto in un ovale circoscritto in un rettangolo ornamentale.
Entriamo. Il cielo è coperto di nuvole, sul fondale si scorgono alcune case di Cafarnao lungo le rive del lago di Tiberiade. Mentre alcuni apostoli si apprestano a sbarcare, Gesù, con la mano destra, consegna le chiavi a Pietro, mentre con la sinistra indica il Regno dei Cieli. L’apostolo, inginocchiato, riceve l’oneroso incarico, alla presenza di cinque compagni, testimoni diretti dell’evento.
Notiamo un particolare. È il primo affresco del ciclo pittorico finora studiato che riporta la firma del pittore Emilio Nembrini.

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Il quinto ed ultimo affresco nel quale entriamo rappresenta la resurrezione di Gesù, anche questo firmato da Nembrini (1949).
Dipinto in un tondo circoscritto in un quadrato di architettura fittizia e posto tra due archi principali, è la fine del nostro percorso verso l’altare maggiore.
Tre toni di colore dominano la scena, lo scuro della notte in primo piano, il rosso di un'aurora ed il bianco luminoso di Gerusalemme sul fondo. Un’esplosione di gloria che circonda Gesù, appena uscito dalla tomba, rompe i tre piani di colore, mentre cinque guardie guardano la scena in attitudine tra scetticismo e timore; i colori degli abiti di questi contrastano volutamente con il bianco splendente di Gesù.
In uno degli spazi triangolari vicini all’affresco vediamo la figura di papa Pio IX (a destra in alto nella foto), che vi abbiamo già segnalato nella seconda parte di “La piccola Sistina di Estremadura”.

a.c.


Riferimenti:
Tobías Medina Cledón, Resurgió de las Cenizas, Historia y Arte en la Parroquia de N.a S.a de la Purificatión de Almendralejo (1999), per gentile dono di Isabel García Vázquez dell'Ufficio del Turismo di Almendralejo.

Ultima modifica:

26/10/2019

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