Rievocazione Storica della Sottomissione di Manfredi di Svevia, Principe di Sicilia, al cospetto di Innocenzo IV, Papa di Santa Romana Chiesa”

Luogo e data di svolgimento: Ceprano (FR) seconda domenica di ottobre

Giorni di svolgimento della manifestazione: Tre

  • Cenni storici sulla manifestazione

L'evento che viene ricordato è avvenuto l'11 ottobre 1254, proprio sul ponte sul fiume Liri, a Ceprano, e vide il principe Manfredi di Svevia umiliarsi davanti a Papa Innocenzo IV, con un atto che praticamente consegnava il potere temporale nelle mani della Chiesa.

L'idea di rievocare questo episodio nacque verso la metà degli anni '80, molti giovani vennero coinvolti dal Circolo Artistico "La Tavolozza"  e dall’Associazione culturale  "Laboratorio Arti Visive" del regista  Giancarlo Riccardi in varie attività di grafica, pittura, musica, poesia e ricerca storica; il corso di animazione culturale aveva per titolo  “Alla ricerca del tempo perduto” ed era patrocinato ed organizzato dall’Amministrazione Provinciale di Frosinone e dalla Regione Lazio, con la collaborazione del Comune di Ceprano. Il corso ebbe inizio il 26 ottobre 1984 e terminò il 4 marzo 1985.

Furono soprattutto le ricerche storiche e la carica inventiva dei partecipanti a gettare le basi della progettazione di "una grossa rappresentazione popolare", per ricreare e far rivivere l'evento storico medievale.

Alla fine del corso il direttore  Giancarlo Riccardi scelse, tra i numerosi contributi dei gruppi di lavoro, due elaborati utili per una possibile fusione, tra fantasia e storia, in un unico progetto, e precisamente “Sintesi della festa per l’incontro tra il Papa e Manfredi” di Gabriella Gizzi Cagnacci e “Rievocazione dell’incontro avvenuto a Ceprano sulle sponde del fiume Liri tra Manfredi e Papa Innocenzo IV” di Maria Grazia Gallotta; a questi due progetti se ne aggiunse poi un altro, che immaginava e rielaborava un “Dialogo tra Manfredi e Papa Innocenzo IV” di Arduino Andreozzi e Valentino Di Ruzza.

Il progetto finale originario, conservato presso il Comune di Ceprano, contiene la scenografia puntuale dell’evento e dei cortei, il numero e la tipologia dei figuranti, il disegno dei costumi, le ballate, i dialoghi ed i monologhi, la musica originale; da tale progetto emerse chiaramente la volontà di offrire all'Amministrazione Comunale l'idea della Rievocazione Storica come festa popolare e strumento di memoria collettiva e di studio permanente.

Il progetto fu poi ripreso nel 1997 ed affidato alla Pro loco, il cui presidente Gino Treppiccioni ne ha curato la regia per 20 anni. Nato un po' in sordina nel febbraio del 1997, l'evento fu un successo, tanto che fu ripetuto ad ottobre dello stesso anno nella seconda domenica di ottobre, data che è rimasta fissata anche nelle edizioni successive. Accanto al fatto storico vero e proprio, che vede impegnati armati, figuranti, nobili e popolani, si è sviluppata, frutto di mera invenzione, una competizione tra la fazione papale ed imperiale, per la conquista di un trofeo, un palio che viene assegnato al vincitore di un torneo. Oggi a disputarsi il palio sono gli Arcieri storici, un gruppo costituitosi all'interno della Rievocazione e che partecipa con onore a gare nazionali. Così come si è costituito il gruppo dei Cavalieri Templari, altrettanto proiettato in campo nazionale. L'evento si è arricchito, nel corso degli anni, della partecipazione di sbandieratori, giocolieri, artisti di strada, giullari e falconieri ed ha ospitato figuranti di altre città, è stato preceduto spesso da convegni con illustri relatori.

In questi ultimi anni grazie all’intuizione dell’assessore alla cultura ed al turismo Anna Letizia Celani, la manifestazione – curata dal prof. Franco Palombi e dal presidente della Pro Loco Mario Riccardi - è stata distribuita su tre giornate: il venerdì dedicato ai convegni su eventi storici; il sabato dedicato ai giochi popolari a squadre con la partecipazione del Consiglio dei Giovani e delle associazioni presenti sul territorio, ed un percorso enogastronomico che si sviluppa lungo le strade cittadine; la domenica dedicata all’evento vero e proprio della rievocazione con la disputa del palio.

La regia dell’ultima edizione è stata affidata al regista Simone Ignagni che ha arricchito la rievocazione con nuovi ed avvincenti quadri interpretativi e coreografici. La voce narrante della manifestazione, fin dal lontano 1997, è stata Giuliana Lombardi da sempre impegnata nel settore della cultura e della storia locale.

La manifestazione è diventata negli anni un’offerta turistica che oltre ad appagare la domanda di cultura e di arte, soddisfi anche i bisogni di contatto umano, di relax, di contatto con la natura, di puro divertimento ed il piacere di degustare prodotti tipici.

Oggi si vuole costruire un’offerta che, senza pretendere di entrare in concorrenza con le grandi città d’arte, possa “catturare” una parte del turismo tradizionale, proponendo ciò che la grande città non può offrire (accoglienza familiare, sport nella natura, folklore e tradizioni della vita contadina).

L’obiettivo che la manifestazione si prefigge è quello offrire un’occasione culturale e di spettacolo per consentire la scoperta di un territorio semi sconosciuto soprattutto dal cosiddetto turismo di massa.
La manifestazione è partita con l’intento di riscoprire un momento particolare della storia del nostro paese, infatti per la sua particolare posizione geografica la grande storia coincide a Ceprano con la storia del piccolo centro. Ricordiamo l’alleanza stipulata fra Gregorio VII e Roberto il Guiscardo, l’imperatore Federico II di Svevia che nel 1230, scomunicato, dovette far penitenza nella Chiesa di Santa Giusta. Ma anche il figlio di Federico Il, Manfredi di Svevia, nel 1254 fu costretto ad umiliarsi davanti al Papa. Com’è descritto da diversi cronisti, dovette aspettare il Papa all’inizio del ponte e poi reggergli il freno del cavallo durante la “passeggiata” che Innocenzo IV volle fare più volte su e giù per il ponte.

Ceprano torna ancora negativamente nella storia di Manfredi quando i baroni locali, abbandonandolo, consentirono il passaggio dell’esercito angioino. L’episodio è stigmatizzato da Dante nell’Inferno: “A Ceperan là dove fu bugiardo / Ciascun Pugliese” (XXVIII, 16-7) e, secondo una storia che sa di leggenda, ma sulla quale ancora gli storici stanno dibattendo, il ponte di Ceprano divenne la sepoltura dell’ultimo Re Svevo. Sconfitto e ucciso in combattimento a Benevento, Manfredi fu prima sepolto con onore dai nemici sul campo di battaglia; fin quando la Chiesa prese la decisione di traslarlo a lume spento in terra sconsacrata, tumulando il corpo sotto un pilone del ponte di Ceprano, in un luogo direttamente controllato dalla Chiesa e, contemporaneamente, in “terra di nessuno”. La leggenda è ricordata da Dante nel Purgatorio, nel suo incontro con Manfredi, con queste parole: “Or le bagna la pioggia e mo ve il vento / di fuor dal Regno, quasi lungo il Verde,/Dov’ei le trasmutò a lume spento” (III, 130-2).
Questa supposizione, tra l’altro, sarebbe confermata dalla scoperta di un sarcofago trovato nelle vecchie mura del ponte, oggi conservato nella chiesa collegiata cepranese.
Cresciuta nel tempo, la manifestazione si propone come vetrina di un territorio dalle grandi potenzialità, infatti Ceprano è un centro molto vivace sul piano sociale ed economico, grazie anche alle principali arterie stradali e ferroviarie che la collegano facilmente alle grandi città (Roma Napoli).

  • Descrizione della manifestazione già programmata nell’anno 2021

Contenuti dell’iniziativa:

La Rievocazione Storica ruota intorno al già citato evento della sottomissione di Manfredi di Svevia nei confronti di Papa Innocenzo IV.
Nell’anno del Signore 1254, l’11 ottobre, il Pontefice giunge a Ceprano accompagnato dalla sua corte. Manfredi di Svevia, con al seguito nobili e cavalieri, da San Germano giunge alla vista del verde Liri.
Sul ponte di Ceprano, allora definito “passo”, il Papa e il Principe si trovano l’uno di fronte all’altro; Innocenzo IV su una mula bianca attende che il Principe Manfredi si prostri al suo cospetto, rimarcando così l’autorità spirituale su quella temporale.
Intorno a questi episodi cruciali per gli equilibri dell’intera Europa, abbiamo visto come Dante Alighieri dedichi importanti versi della Divina Commedia. E allora, in occasione dei 700 anni dalla morte del Sommo Poeta, la nostra Rievocazione Storica non poteva che ruotare intorno alla sua imponente figura artistica.

Modalità di espletamento:
Le attività si svolgeranno in tre giornate durante le quali il museo archeologico dell’antica “Fregellae” ed altri siti di interesso storico – archeologico, presenti sul territorio, saranno aperti con ingresso libero e visite guidate a turisti e scolaresche.
Nello specifico:

Venerdì 15 ottobre 2021:
Sì terrà una Conferenza sulla figura di Dante.

In vista delle celebrazioni del settimo centenario della morte di Dante Alighieri, la città di Ceprano intende omaggiare il “sommo poeta” con una conferenza denominata “Un segno di ferita su un volto di gentile aspetto: Manfredi nella “COMMEDIA” di Dante” .
Interverrà il professore Marcello Carlino profondo conoscitore dell’opera dantesca. Si ripercorrerà il viaggio di Dante focalizzando l’attenzione sull’incontro del poeta nel canto III del Purgatorio con Manfredi di Svevia..
Dante costruisce la figura del Re Svevo perdonato e penitente sui balzi dell’anti-purgatorio, un’anima ormai perdonata da Dio che dà l’impressione di non essersi liberata dallo sdegno di una scomunica che portò il disprezzo di molti verso la sua memoria.

Sabato 16 ottobre 2021:

Si inizierà con l’apertura delle botteghe d’arte collocate lungo le vie storiche e nei pressi dell’antica torre medievale.

La giornata vedrà poi il coinvolgimento di tutta la popolazione cepranese grazie al TORNEO DEI FEUDI, un appuntamento che, sull’onda dell’entusiasmo della frangia più giovane, comporterà una grande partecipazione.
I cittadini, divisi in 5 squadre (Guardaluna, Portone, Ponterotto, Sentiero Ferrato e Torre), da mattina a sera si scontreranno in una serie di GIOCHI DELLA TRADIZIONE POPOLARE, quali il tiro alla fune, la corsa con i sacchi, la corsa con i mattoni, il tiro con l’arco e molte altre prove, da disputare ora singolarmente, ora in team.
In serata verranno aperte le CANTINE MEDIEVALI, durante le quali ristoratori selezionati del territorio proporranno i piatti tipici della provincia rivisitati in tema medievale, esaltando gusti introvabili nei normali canali distributivi; in sintesi, si tratterà di “artigianato” legato alla cultura della tavola. Saranno presenti tutte le attività più importanti dell’area cepranese, con moltissimi prodotti alimentari dal sapore antico e genuino che si potranno sia degustare che acquistare, come ad esempio minestre, lenticchie, fagioli, pecora, abbacchio, dolci artigianali, sidro, birre locali e tante altre prelibatezze tutte da promuovere.

Domenica 17 ottobre 2021:
Il giorno conclusivo sarà dedicato principalmente all’attuazione della Rievocazione Storica vera e propria, celebrata attraverso un maxi spettacolo di Teatro Itinerante intitolato “DUE MONDI”, scritto e diretto dal regista Simone Ignagni.
Danzatrici, Falconieri, Mangiafuoco, Giullari, Musicisti, Danzatori, Arcieri, Attori e Attrici saranno i protagonisti di un’esperienza totalizzante, immersiva, che trasformerà il centro del paese in un grandissimo palco teatrale all’aperto.

La rappresentazione, dunque, sarà gestita come una performance unitaria, divisa in scene diverse ma omogenee; l’evento partirà dai giardini della Villa Comunale, percorrerà le strade principali, lascerà il cuore nella piazza centrale e chiuderà i le rappresentazioni proprio sul celeberrimo ponte, luogo simbolo della Rievocazione stessa.
In onore dei festeggiamenti del 700° anno dalla sua nascita, sarà la figura di Dante Alighieri a permettere la fluidità della messa in scena. Il Sommo Poeta, infatti, sarà sia parte integrante delle scene in qualità di attore, sia narratore e guida, e in tal guisa prenderà per mano lo spettatore e lo condurrà lungo i risvolti di tutta la storia.

La Prima Parte (PURGATORIO) si apre con l’apparizione di un gruppo di anime che si muovono lentissime: sono i Contumaci (i morti scomunicati), interpretati da un Corpo di Ballo che dà vita a una coreografia sull’essenza di quello stato ultraterreno sospeso.         
Quando Dante va incontro ai Contumaci, le anime si accorgono che il corpo del poeta è reale, in quanto proietta l’ombra, dunque si ritraggono impauriti. Fra di loro si fa avanti un uomo in particolare, che si rivela essere Manfredi di Svevia. Egli racconta al Poeta della sua sventurata fine, e spiega il perché della sua presenza in Purgatorio.             
Dante a quel punto, raccolta la testimonianza, decide di dar luce alla vicenda di Manfredi, narrando al pubblico ciò che realmente ha dovuto affrontare lungo l’arduo cammino.

Nella Seconda Parte (DUE ANIME, DUE REGNI) Dante presenta i due contendenti, li evoca, facendoli apparire in alto, sulle teste del pubblico, affacciati a due finestre che si trovano ai lati opposti della Piazza Centrale: da un lato Papa Innocenzo IV, dall’altro Manfredi di Svevia.
Gli eterni rivali danno voce a due accorati monologhi nei quali emerge nettamente lo spirito che anima entrambi.
Il Papa è altezzoso, calcolatore, avido, sprezzante, e delinea in maniera diabolica il piano messo su per umiliare pubblicamente lo Svevo.
Manfredi, al contrario, col falco adorato docilmente appollaiato sul braccio, si mette a nudo in un’ammissione di timori e paure, declamando una vera e propria ode alla libertà impersonata dalla falconeria, dai suoi animali che possono permettersi di volare in alto, oltre i giochi di potere e gli stupidi confini, senza le costrizioni che competono a una figura come la sua.
Il monologo quando Manfredi che lascia andare in volo il suo falco direttamente sulla testa degli spettatori, in un gesto liberatorio e catartico.

Dunque la Terza Parte (FALCONERIA) non può che continuare sulla scia del precedente quadro, mettendo in scena un appassionante spettacolo di voli acrobatici dedicato alla Falconeria.

La Quarta Parte (L’UMILIAZIONE) è composta da molti livelli, e comprende il clou dell’avvenimento storico.
Innanzitutto, Dante presenta l’arrivo dei Cortei.
Il Corteo Imperiale arriva schierato, compatto, formato da soldati e arcieri, con alla testa un Trio di Musicisti Medievali che ne scandisce, rigorosamente dal vivo, il fiero ingresso.
In coda, il Corpo di Ballo interpreta un gruppo di Dame di Corte che esegue un ballo-omaggio al cospetto di Manfredi e Tebaldo Degli Annibaldi (suo braccio destro).
È la volta del Corteo Papale, che viene preceduto in pompa magna dallo spettacolo acrobatico degli Sbandieratori, da sempre momento funambolico e colorato attesissimo dall’intera popolazione.
Conclusa l’esibizione, ecco giungere il Chierico con la croce, quindi il Papa, seguito dall’Arcivescovo Pignatelli. 
A questo punto le due fazioni sono schierate, e Manfredi offre in dono a Papa Innocenzo IV l’omaggio della Chinea, in cambio della quale lo Svevo viene liberato ufficialmente dalla comunica.
È tempo che il popolo offra al Papa i Doni tipici della città di Ceprano; saranno recati dal Corpo di Ballo che, una volta schierato, si esibirà in una danza popolare in omaggio al Pontefice.
Il momento di gioia viene accentuato poi dall’esibizione del Trio Medievale, che allieta gli spettatori con il suo repertorio più incalzante.
Dante, a questo punto, ci introduce al momento topico: il Santo Padre, che fa il suo ingresso a cavallo, richiede al Principe Manfredi il tradizionale servizio di stratóre. Lo Svevo accetta di tenere le redini del ronzino, ed è così che viene messo in scena il vero e proprio Atto di Sottomissione.
La vicenda, che viene ricordata come una vera e propria umiliazione, termina solo nel momento in cui il Papa declama, chiaro, il suo “Basta!”.   

La Quinta Parte (PALIO DELLE CORTI) consiste nella finale del prestigioso Palio Delle Corti, giunto ormai alla 25^ Edizione, e che vede fronteggiarsi i migliori Arcieri del territorio fino all’ultima freccia.
Con la proclamazione e la premiazione dell’arciere vincente, in un clima di festa, il Trio Medievale suona musica da taverna, e Dante spiega come in una di quelle bettole stia per consumarsi un tragico evento di sangue.

La Sesta Parte (SANGUE) è infatti la drammatizzazione di un famoso omicidio avvenuto proprio nel corso di quella giornata.
Intorno al tavolo di una locanda siede Borrello D’Anglano, papalino, ebbro di birra e su di giri per la dimostrazione di superiorità dimostrata dal Santo Padre. Sta cercando di sedurre una Dama, Gemma Cordeschi, chiaramente affascinata dal carattere egocentrico dell’uomo.
Il nobile, un tempo di parte Sveva, fa lo sbaglio di scoprirsi troppo, rendendo pubblico il suo doppio gioco e il tradimento compiuto per mera avidità. Il destino dell’uomo è a quel punto segnato: viene pugnalato a morte da un soldato Svevo.
Il Trio Medievale a quel punto si pone alla testa di un Corteo stavolta unico, guidato dagli Arcieri Delle Due Corone e seguito da tutti gli altri figuranti, nonché dagli spettatori: lo spettacolo, infatti, si sposta fino al Ponte.

Nella Settima Parte (LA BATTAGLIA DI BENEVENTO) la Battaglia di Benevento viene simulata grazie allo scontro di tre Armati Papalini contro tre Imperiali.
Restano in piedi, alla fine, solo un Papalino e Manfredi; quest’ultimo cade in un “testa a testa” glorioso, proprio alla fine del ponte.
Mentre il Crociato veglia sul nobile cadavere, omaggiandolo per il suo coraggio, è tempo che il Corpo di Ballo torni in scena, di nuovo sotto forma di anime: i danzatori coprono i morti in battaglia con veli colorati, poi restano accanto ai corpi, simulando in tal modo la loro imperitura tomba.
Il cerimoniale funebre su Manfredi viene eseguito per ultimo, sottolineato dal ballo di un’Anima Guida, che evoca nei movimenti tutto il dolore del mondo di fronte alla perdita di un uomo tanto valoroso.

Nell’Ottava Parte (DA BENEVENTO ALL’OBLIO) viene portato in scena un altro momento storico cruciale: il subdolo dialogo attraverso il quale l’Arcivescovo Bartolomeo Pignatelli convince Papa Clemente IV a far spostare il resto mortali di Manfredi in territorio sconsacrato. 
La bara dello Svevo, dunque, viene traslata “a lume spento” da un corteo papale, giù, lungo le rive del fiume Liri e fin sotto l’arcata del Ponte.
Il pubblico, dall’alto, rivive dunque il momento da brividi nel quale il sarcofago viene nascosto per sempre alla vista degli umani.

La Nona Parte (LACRIME DI FUOCO) conclude la Rievocazione in maniera spettacolare.
La voce femminile del Trio Medievale intona un canto a cappella, sospeso, mentre i Danzatori liberano l’anima di Manfredi che, letteralmente, risorge.
Lo Spirito dello Svevo viene raggiunto da Dante, e al centro del loro ultimo dialogo non può che esserci il concetto dantesco di Giustizia Divina.

DANTE: Che giustizia, almeno, sia fatta lassù, nelle alte sfere!
MANFREDI: Che il cielo crolli, ora! Che la coltre celeste pianga lacrime di fuoco!

E le ultime due battute dello spettacolo, allora, diventano anche il segnale per gli Arcieri schierati lungo tutta la lunghezza del ponte. Gli armati tendono gli archi e poi, insieme, scoccano una pioggia di frecce infuocate. Decine di magniloquenti archi di fuoco solcano il cielo notturno su Ceprano e vanno a spegnersi, simbolicamente, nelle acque del Verde Liri.
Un finale che rimarrà impresso per molto negli occhi e nei cuori degli spettatori.

  • Rilevanza ed obiettivi della manifestazione in termini di attrattività turistica

Più volte intere comitive di camperisti e di turisti hanno fatto tappa a Ceprano in occasione della Rievocazione Storica e del Palio delle Corti ed è quindi auspicabile che tale flusso sia confermato e addirittura incrementato anche in occasione della Venticinquesima edizione della manifestazione.

Negli anni gli operatori del settore turistico- ricettivo di Ceprano si sono dotati di strutture idonee ad ospitare i turisti interessati al nostro territorio, credendo nello sviluppo del settore legato alla cultura e alle tradizioni locali; anche per tale ragione questa manifestazione - giunta ormai alla XXV edizione - riveste un’importanza fondamentale per proiettare queste realtà fuori dai confini provinciali.

Ceprano offre a camperisti e proprietari di roulottes un’attrezzata zona di sosta a circa 300 metri dal casello autostradale ed a meno di 1 km dal centro urbano.

Questa manifestazione – visto l’elevato numero di turisti che ha interessato negli anni precedenti -  rappresenta uno strumento utile a presentare alcuni dei prodotti tipici, ancora di poca fama, ma legati alla tradizionalità del territorio, ancora poco conosciuti o, comunque, legati ad una domanda “numericamente ridotta”.

Nel territorio sono oramai radicate da diversi anni piccole e medie aziende a conduzione familiare che realizzano prodotti genuini di alta qualità, molte aziende sono tramandate dai nonni che con grande amore per la propria terra hanno trasmesso esperienza, ricette, metodo di allevamento, coltivazioni e produzione.

La manifestazione godrà dei gusti del tradizionale mercatino enogastronomico, infatti ristoratori e produttori locali proporranno i piatti tipici della Ciociaria, gusti quasi introvabili nei normali canali distributivi. Molti i prodotti alimentari dal sapore antico e genuino che si potranno degustare come, ad esempio, cicerchie, lenticchie, fagioli, minestre, pecora, abbacchio, dolci artigianali, ottimo vino locale e tante altre prelibatezze da promuovere; il pubblico affollerà il Centro Storico della Città alla ricerca di gusti ormai dimenticati.

Naturalmente, dai tempi della cucina medievale, sono cambiati i gusti e gli stessi prodotti non hanno gli stessi sapori, ma è sicuramente possibile coglierne l’essenza e riproporla in chiave moderna. Il tutto frutto di una accurata ricerca storico – bibliografica e di una scrupolosa sperimentazione.

A tale proposito occorre precisare che l’Amministrazione comunale di Ceprano da sempre sensibile a queste problematiche, negli anni passati prima della pandemia, ha realizzato con la collaborazione del Gal “Terre di Argill’Arsial e la Regione Lazio il progetto ”Universo biodiversità: una nostra ricchezza” con l’intento di realizzare una promozione sistemica, volta alle piccole realtà di trasformazione, ristorazione e somministrazione eno-gastronomiche.

E’ stato un primo passo verso il raggiungimento di un nuovo obiettivo, che è quello di promuovere in maniera organica i nostri prodotti tipici.

  • Valorizzazione di particolari “siti” o “tesori” di rilevante valenza storica, culturale e identitaria del territorio

Durante le tre giornate verranno valorizzati – attraverso visite guidate gratuite - diversi siti di interesse storico presenti nel territorio cepranese tra i quali: il “Museo Archeologico di Fregellae Amedeo Maiuri”, la “Collegiata di Santa Maria Maggiore”, la Chiesa - Convento di S. Antonio Abate, l’archivio storico del comune di Ceprano, la torre medievale sede della collezione di Antonio Spinosa:

  • Museo Archeologico Comunale di Fregellae Amedeo Maiuri. Inaugurato nel 1989 e completato nel 1991 ospita, al piano terreno del palazzo comunale di Ceprano, alcuni reperti significativi provenienti dal sito dell’antica Fregellae. Obiettivo primario della raccolta museale è una sorta di itinerario didattico che offre una lettura articolata e completa della storia e della vita quotidiana di Fregellae.
  • Collegiata di Santa Maria Maggiore. La storiografia locale attribuisce la fondazione della chiesa addirittura all’apostolo Pietro, che sarebbe passato di qui nel suo viaggio verso Roma. Nella chiesa è anche conservata l'urna di pietra marmorea che racchiuse le spoglie di Manfredi ultimo re di Svevia.
  • Chiesa - Convento di S. Antonio Abate. All'ingresso del paese, la chiesa-convento di S. Antonio Abate è uno dei monumenti più antichi di Ceprano che conserva il suo fascino di epoche passate. Edificata durante il Cinquecento lungo l'antica via Latina, fu affidata ai Padri Carmelitani che nel 1516 si occuparono della costruzione di un convento, addossando alla chiesa un chiostro quadrangolare. Il complesso architettonico formato dalla Chiesa e dall'antico convento francescano ha l'accesso verso la vecchia via Latina.
    Restaurata recentemente, l'interno della Chiesa è formato da un'unica navata; la volta, a forma di un quarto di sfera, forma l'abside. All'unico altare in pietra è incastonato un bassorilievo in marmo raffigurante un Agnello.
    Nell'abside troneggia un polittico ligneo del XVI sec. Gli scomparti divisi da quattro colonne mostrano diversi soggetti sacri tra i quali primeggia una tela della Vergine del Carmelo.
  •  L’archivio storico del comune di Ceprano. E’ collocato nell’ex istituto delle suore di S. Giuseppe, attuale biblioteca comunale. In esso sono conservati i documenti prodotti e ricevuti dall’amministrazione locale e recuperati dopo un intervento di riordino e inventariazione avvenuto nel 1994.

L’archivio conserva documentazione del periodo post-unitario che va dal 1887 al 1955. Le memorie ottocentesche sono affidate ai Registri delle Delibere Consiliari della Giunta e del Podestà e ai Registri catastali e Registri di Nascita e di Morte dal 1887 al 1899. Più corposa invece, risulta la documentazione che riguarda gli anni che vanno dal 1944 al 1955. Seppur con alcune lacune, il carteggio e i registri delle delibere, risultano interessanti per la conoscenza della vita comunale nel periodo post-bellico.

  • La Torre medievale. Simbolo della città, questa torre circolare, risalente al 1200, è l’unica superstite delle tre che facevano parte dell’antica cinta muraria medievale. Ceprano era una fortezza ben guarnita, recinta di salde mura, di forti antemurali difesi da un fosso molto profondo, da più torri superbe ed inespugnabili, con due porte con saracinesche e ponti levatoi. Un’altra porticina similmente ferrata era in una parte segreta della rocca e riservata per il passaggio dei cittadini in caso di bisogno. Tutta la cinta era difesa da venti pezzi di artiglieria”.

Detta comunemente di “Totila”, citata in un documento del 1335, essa si affacciava su un fossato di cui si rilevano i resti in una carta storica del 1872.
Restaurata di recente, con i suoi tre piani è destinata a Museo e Biblioteca Comunale ed ospita in una sezione speciale la collezione personale di libri donata dallo scrittore Spinosa; ospita attualmente al piano terra una mostra permanente sulla vita dell’archeologo Amedeo Maiuri.

Oltre naturalmente ai diversi siti di interesse storico - archeologico e paesaggistico presenti nei comuni limitrofi quali il Parco Archeologico di Fregellae, le grotte di Pastena e Falvaterra con i percorsi naturalistici.

  •        Ufficio stampa e Campagna di comunicazione  

La manifestazione, ormai giunta alla venticinquesima edizione, ha un impianto collaudato e funzionante.

Una apposita equipe opera da anni ad ufficio stampa e si occuperà della comunicazione pubblicitaria e nella promozione dell’evento sui media nazionali oltre che regionali e locali.

Si farà pertanto ricorso a quotidiani locali e nazionali e a riviste specializzate (per esempio la rivista Medioevo o altre simili) ai quali saranno inviati articoli informativi, interviste, resoconti delle passate edizioni, materiale fotografico e atti dei convegni già tenuti.

Ai notiziari regionale e nazionali (sia televisivi che radiofonici) è affidata la divulgazione di massa attraverso servizi filmati e in voce che catalizzino l’attenzione degli spettatori su un evento tanto importante.

La campagna di comunicazione per quest’edizione comprende anche la realizzazione di due spot pubblicitari dedicati, girati appositamente dal regista Simone Ignagni, in cui la figura centrale sarà quella del Sommo Poeta Dante Alighieri.

Nelle giornate dell’evento saranno distribuite ai turisti interessati, copia degli atti del convegno su Dante Alighieri, pubblicazioni sui siti di maggiore interesse storico-culturale del territorio e della Ciociaria.

Anna Letizia Celani - Ass.re alla cultura ed al turismo

Simone Ignagni        – regista ed autore

Aldo Cagnacci         – staff della comunicazione

 

                                                                                        

                                                                                                  

Ultima modifica:

26/05/2021

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